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AGLI AMICI

 

14 stampe lightjet su carta cotone, sgabello, scatola in legno e fogli A4 stampati

 

 

Il progetto trae ispirazione da un documento scritto nel 1944 da Giacomo Ulivi, un partigiano di 19 anni condannato a morte.

Giacomo subisce tre arresti, la tortura e la fucilazione ma non tradisce.

Fra il primo e il secondo arresto Giacomo scrive una lettera agli amici, che non riuscirà mai a spedire.

È intestata  “Agli amici”, senza ulteriori specifiche.

Scritta su 14 foglietti strappati dal suo taccuino, nascosti nei libri della sua casa modenese di Via Castel Maraldo, viene ritrovata solo dopo la sua morte.

A chi è indirizzata questa lettera?

Chi è amico di Giacomo?

Mi verrebbe da dire: tutti coloro che condividono lo stesso pensiero, anche attraversando la Storia e il tempo.

Io sono amico di Giacomo.

Io condivido.

Non siamo su Facebook.

Quello che vorrei fare è recapitare questa lettera a tutti coloro che vorranno ritenersi amici.

 

La lettera di Giacomo, per come è stata scritta e per le circostanze che hanno preceduto e seguito la sua stesura, possiede un forte simbolismo: tre gli arresti subiti, come le cadute sulla via della Croce; quattordici i fogli, come quattordici sono le stazioni. Mentre il camioncino dei condannati muoveva lento su Via Farini, i pretoriani intonavano inni fascisti: la morte e il sacrificio hanno sempre lo stesso rituale.

 

Nelle fotografie, altre pagine offrono dimora al candore dei fogli, piccoli sudari illuminati da tagli di luce.

Come i frammenti della lettera di Giacomo, essi sono riposti in un libro: Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, nei tratti in cui l’autore racconta la Grande Guerra e le trincee delle Fiandre.

 

Il documento  è conservato presso l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri _Milano.: http://www.insmli.it/parrimilano

 

 

La lettera di Giacomo_pdf

 

 

 

 

(TO FRIENDS)

 

 

 

14 lightjet stamps on cotton paper, sitting tool, wooden box, A4 stamped sheets.

 

The project takes its inspiration from a document written in 1944 by Giacomo Ulivi, a 19 years old partisan sentenced to death.

Giacomo was incarcerated three times, was tortured and executed by firing squad, but he never betrayed.

Between the first and the second detention, Giacomo wrote a letter to friends but he never succeeded in sending it.

It was addressed "To friends", without other specifications.

Written on 14 slips of paper ripped up from his notebook, hidden in the books of his house in Modena, Castel Maraldo street, it was recovered only after his death.

To whom is addressed this letter?

Who is a friend of Giacomo?

I would like to answer: all the people sharing the same thought, even walking through Story and Time.

I am a friend of Giacomo.

I share his thought.

We are not on Facebook.

What I want to do is to send this letter to those who want to become Giacomo's friend.

Giacomo's letter, as it had been written and for the circumstances that had forerun and followed its creation, has a strong symbolism: three were the detentions in jail, as the falls on the way of the Cross; 14 slips of paper, as the 14 stations of the Cross; while the wagon of those sentenced to death was moving slowly on Farini street, the praetorians sang fascist hymns: Death and Sacrifice have always the same ritual.

In the photographs other pages host papers' purity, little shrouds enlightened by cuts of light.

As the fragments of Giacomo’s letter they are put in a book: “Travel at the end of the Night” by Louis-Ferdinand Céline, in the parts in which the author tells about the “Great War” and the foxholes of Fiandre.

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