AGLI AMICI

 

14 stampe lightjet su carta cotone, sgabello, scatola in legno e fogli A4 stampati

 

 

Il progetto trae ispirazione da un documento scritto nel 1944 da Giacomo Ulivi, un partigiano di 19 anni condannato a morte.

 

Studente di legge all'Università di Parma, dal febbraio del ‘44 è incaricato dei collegamenti fra il CNL di Parma e il CNL di Carrara nonché con ufficiali inglesi. Catturato una prima volta l'11 marzo ‘44, riesce a fuggire rifugiandosi a Modena; riprende il lavoro organizzativo e, catturato una seconda volta, riesce ancora a fuggire. Il 30 ottobre, in Via Farini, viene arrestato per la terza volta ad opera dei militi delle brigate nere. Tradotto nelle carceri dell'Accademia Militare, torturato e dapprima amnistiato, viene poi fucilato per rappresaglia il mattino del 10 novembre su Piazza Grande, insieme ad Alfonso Piazza ed Emilio Po.

 

Fra il primo e il secondo arresto Giacomo scrive una lettera agli amici, che non riuscirà mai a spedire. È intestata  “Agli amici”, senza ulteriori specifiche.

Scritta su 14 foglietti strappati dal suo taccuino, nascosti nei libri della sua casa modenese di Via Castel Maraldo, viene ritrovata solo dopo la sua morte.

A chi è indirizzata questa lettera? Chi è amico di Giacomo? Mi verrebbe da dire: tutti coloro che condividono lo stesso pensiero, anche attraversando la Storia e il tempo. Io sono amico di Giacomo. Io condivido. Non siamo su Facebook. Quello che vorrei fare è recapitare questa lettera a tutti coloro che vorranno ritenersi amici.

 

La lettera di Giacomo, per come è stata scritta e per le circostanze che hanno preceduto e seguito la sua stesura, possiede un forte simbolismo: tre gli arresti subiti, come le cadute sulla via della Croce; quattordici i fogli, come quattordici sono le stazioni. Mentre il camioncino dei condannati muoveva lento su Via Farini, i pretoriani intonavano inni fascisti: la morte e il sacrificio hanno sempre lo stesso rituale.

 

Nelle fotografie, altre pagine offrono dimora al candore dei fogli,piccoli sudari illuminati da tagli di luce. Come i frammenti della lettera di Giacomo, essi sono riposti in un libro: Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, nei tratti in cui l’autore racconta la Grande Guerra e le trincee delle Fiandre.

 

Il documento  è conservato presso l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri _Milano.: http://www.insmli.it/parrimilano

 

 

La lettera di Giacomo_pdf